RITRATTO
Quest’opera di grandi dimensioni, realizzata da Chiara Toscano alle pendici dell’Etna, si presenta come una superficie attraversata da forze primordiali, dove il segno diventa testimonianza diretta del dialogo tra natura, corpo e materia. L’artista lavora con carboncino, grafiti e fusaggine, strumenti che permettono di costruire un linguaggio fatto di intensità e stratificazioni.
La superficie è percorsa da un campo pulsante di segni, lampi scuri e trame sovrapposte che si addensano e si disperdono, generando una tensione continua tra caos e ordine. Zone fitte, dense e quasi impenetrabili convivono con aperture bianche che offrono respiro, mentre i tratti si muovono, si sospendono o si concentrano, evocando vortici, ramificazioni e moti naturali senza mai ridursi a pura rappresentazione.




“Lo stesso caos che in natura è ordine guida i miei movimenti.“
L’opera vive di contrasti: il buio contro il respiro del vuoto, il tumulto accanto alla sospensione, la densità che trova equilibrio nella rarefazione. Ogni segno appare autonomo e al tempo stesso in dialogo con gli altri, generando una trama in costante divenire, una risonanza visiva che richiama la natura nei suoi cicli di ripetizione e differenza, somiglianza e unicità.
In questo spazio, l’artista diventa filtro e amplificatore: energia vitale che attraversa la materia, trasformandola in immagine, e trasforma la superficie in un luogo in cui ordine e caos si intrecciano in un flusso continuo.
